Chi respira bene……è già a metà dell’opera!

Potrebbe sembrare la cosa più scontata che facciamo, forse perché la facciamo dal primo minuto che veniamo al mondo. E’ una pratica che nessuno c’insegna e che abbiamo nel nostro bagaglio motorio primordiale. Sto parlando del RESPIRO. Molti di noi hanno sperimentato,almeno una volta nella vita, anche solo per gioco la sensazione del rimanere senza fiato.

Anche per il respiro vale una regola molto semplice: abbondare nella respirazione non fa bene.

Per capire questo aspetto dobbiamo chiamare in causa un termine che in medicina viene spesso dimenticato e poco considerato: iperventilazione.

Al girono d’oggi più del 90% delle persone iperventila e lo fa come se fosse normale e giusto farlo.

In medicina molte patologie sono collegate all’iperventilazione oppure riconoscono l’iperventilazione come sintomo principale.

Dal punto di vista fisiologico e biomeccanico,la respirazione viene assicurata da pochi organi che permettono all’intero organismo di beneficiare dell’ossigeno, fondamentale per il metabolismo di tutte le cellule del corpo.

La meccanica respiratoria è assicurata da un unico muscolo che scandisce i tempi dell’inspirazione e dell’espirazione in maniera precisa e puntuale: il muscolo Diaframma. Il diaframma ha quest’unico compito e quando viene sostituito, l’organismo comincia ad andare in tilt! L’aria che entra dal naso e non dalla bocca, può giungere sino alla base del polmone soltanto perché il diaframma ha la capacità di abbassarsi contraendosi. La respirazione che prevede l’utilizzo dei muscoli accessori (soprattutto muscoli cervicali!) non premette all’ossigeno contenuto nell’aria inspirata di giungere alla base del polmone dove ritroviamo l’unita funzionale del polmone: l’alveolo polmonare. E’ proprio nell’alveolo polmonare che l’ossigeno può transitare nel sangue e raggiungere, grazie al cuore e al sistema cardiocircolatorio, tutte le cellule del corpo.

Un altro aspetto che non và sottovalutato e di primaria importanza è la presenza (e la pressione parziale) della CO2 (anidride carbonica). Molto spesso ignorata ed in alcuni anche demonizzata, l’anidride carbonica non è un veleno da espellere assolutamente! Bensì è la componente senza la quale l’ossigeno non potrebbe diffondere all’interno delle cellule. Il ruolo chiave della CO2 consiste nel permettere all’ossigeno di poter abbandonare l’emoglobina e poter entrare nelle cellule.

A questo punto la domanda sorge spontanea: Ma l’iperventilazione cosa c’entra?

Sembra strano ma più atti respiratori compiamo in un minuto e maggiore è la perdita di CO2! Quest’aspetto è stato per molti anni dimenticato dalla classe medica, con la conseguente mancata informazione ai pazienti di quanto fosse primario far tesoro della CO2.

La CO2, a differenza dell’ossigeno non l’assumiamo con l’aria respirata; la CO2 di cui abbiamo bisogno per la maggior parte la otteniamo dai processi cellulari che avvengono al nostro interno ed ecco perché il nostro organismo la ritiene molto preziosa tanto da mettere in campo numerosi stratagemmi per evitare il più possibile di disperderla.

La grande capacità del nostro organismo di ovviare al continuo sperpero della CO2, nel tempo tende a non essere sempre la stessa e col tempo la mancanza di CO2 causata da una più o meno spiccata iperventilazione espongono il soggetto a patologie che inizialmente non danno eccessivi disagi.

Le buone abitudini e alcuni concetti di igiene respiratoria possono correre in aiuto e permettere anche la risoluzione di patologie importanti!

2018-05-21T17:03:05+00:00